Una contestazione contro la visita dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta, è in programma il 17 luglio a Venezia. L’iniziativa, promossa con lo slogan “Venezia non si USA”, si richiama alla mobilitazione internazionale “No Kings” e denuncia il ruolo crescente di miliardari e grandi interessi economici nella politica globale.
Alla manifestazione hanno annunciato il proprio sostegno anche realtà associative e reti della società civile, tra cui la rete #NoBavaglio, da tempo impegnata sui temi della libertà di informazione, del pluralismo dei media e della partecipazione democratica.
Secondo gli organizzatori, la protesta punta a contestare la presenza di Fertitta, imprenditore statunitense e proprietario di un vasto impero economico nei settori della ristorazione, dell’intrattenimento e dello sport, nominato ambasciatore in Italia dall’ex presidente Donald Trump. Nel documento diffuso alla vigilia dell’iniziativa, i promotori collegano la mobilitazione alle critiche rivolte alle politiche di Trump, considerate responsabili di un rafforzamento delle disuguaglianze sociali, di un approccio militarista nelle relazioni internazionali e di una progressiva compressione dei diritti civili.

Particolare attenzione viene dedicata alla presenza dello yacht dell’ambasciatore lungo le coste italiane. Gli organizzatori sottolineano il contrasto tra l’ostentazione della ricchezza dei grandi magnati e le difficoltà economiche vissute da una parte crescente della popolazione, segnata dall’aumento del costo della vita, dalla precarietà lavorativa e dalle conseguenze delle crisi internazionali.
La scelta di Venezia come luogo della protesta non è casuale. I promotori evidenziano infatti le criticità che da anni interessano la città lagunare: dalla pressione del turismo di massa alla difficoltà di accesso alla casa, fino alla progressiva riduzione dei servizi per i residenti. In questo contesto, la visita di uno dei più noti miliardari statunitensi viene interpretata come il simbolo di un modello economico che privilegia rendita e grandi interessi privati a discapito delle comunità locali.
La rete #NoBavaglio esprime la propria adesione all’iniziativa, collegando la mobilitazione veneziana alla necessità di contrastare ogni concentrazione di potere economico, politico e mediatico: “La giornata del 17 luglio si preannuncia come un nuovo momento di confronto e contestazione attorno ai temi della democrazia, della giustizia sociale, della pace e del rapporto tra potere economico e istituzioni, in una città che continua a essere al centro del dibattito sui modelli di sviluppo e sul futuro dei grandi centri storici europei”.
Gli organizzatori annunciano una presenza diffusa in città e ribadiscono il carattere pubblico e politico della manifestazione. Il messaggio scelto per accompagnare l’evento è netto: “Contro i re e le loro guerre, anche a Venezia saremo No Kings”.
Il COMUNICATO NO KINGS
La lotta contro ogni oligarca è la lotta No Kings. Rilanciamo con forza la manifestazione “Venezia non si USA”, che il 17 luglio contesterà la presenza dell’ambasciatore di Trump in Italia Tilman Fertitta, multimiliardario nominato dallo stesso Trump e suo fedelissimo. Abbiamo sempre contestato le politiche guerrafondaie e autoritarie di Trump, dall’attacco all’Iran al sostegno del genocidio in Palestina, dalla repressione di diritti e libertà, allla caccia agli “Antifa” fino allo strapotere dell’ICE che continua ad uccidere, mentre in questa parte di occidente c’è chi inneggia alla remigrazione. Mentre la gente muore sotto le bombe e le persone faticano ad arrivare a fine mese proprio a causa della crisi economica scatenata dalle politiche trumpiane, l’ambasciatore sta facendo il tour delle coste italiane con il suo yacht da 117 metri, per un valore di 450 milioni di dollari. Non sembra esserci più limite all’arroganza di oligarchi e miliardari, che sempre di più governano il nostro mondo. L’ennesimo schiaffo in faccia per una città che diventa sempre più invivibile a causa dello sfruttamento turistico, dove le case sono inarrivabili, il lavoro nel settore turistico è sempre più precario e sfruttato, e i servizi vengono smantellati.
A Venezia dimostreremo che invece un limite c’è, le politiche autoritarie e guerrafondaie di Trump e dei suoi rappresentanti non saranno mai le benvenute.
