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Riforma editoria, ok contributi se rispetto contratti lavoro

Riforma editoria, ok contributi se rispetto contratti lavoro

Giornalisti tacquini jpg

by Askanews

Per accedere al sostegno pubblico le imprese editoriali dovranno rispettare il contratto di lavoro giornalistico. E’ questa una delle novità contenute nel testo base di riforma sull’editoria adottato dalla commissione cultura della camera sulla base del progetto di legge del pd all’esame della stessa commissione.

Nel testo dem c’era già un riferimento all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, ma il criterio cui il governo si sarebbe dovuto attenere nell’esercizio della delega non puntava ad escludere l’accesso ai contributi bensì ne condizionava solo l’entità. Ora nel nuovo testo si legge che per “accedere ai contributi” si dovrà guardare al “regolare adempimento degli obblighi derivanti dai contratti collettivi nazionali di lavoro, stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

Tra i requisiti spunta anche l’obbligo per l’impresa di “dare evidenza nell’edizione dell’ottenimento del contributo”.

Restano come condizioni di accesso quelle già previste inizialmente: la riduzione a due anni dell’anzianità di costituzione dell’impresa editoriale e di edizione della testata e l’edizione in formato digitale della testata per cui si richiede il contributo ma salta la frase “come condizione necessaria per ricevere i finanziamenti”.

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