L’assemblea nazionale riunita sabato 12 settembre ha convocato per il 17 ottobre a Roma una grande manifestazione promossa dalla Cgil insieme a oltre cento organizzazioni
by #NOBAVAGLIO
La Via Maestra torna in piazza e rilancia il percorso di mobilitazione sociale che negli ultimi anni ha visto convergere sindacati, associazioni, movimenti e realtà della cittadinanza attiva. L’assemblea nazionale riunita sabato 12 settembre ha convocato per il 17 ottobre a Roma una grande manifestazione promossa dalla Cgil insieme a oltre cento organizzazioni della società civile aderenti all’alleanza nata per la difesa e l’attuazione della Costituzione.
L’appuntamento romano si propone come un momento di convergenza delle tante vertenze che attraversano il Paese: dalla pace al lavoro, dalla tutela del welfare pubblico alla giustizia sociale, fino alla difesa dei diritti civili e della partecipazione democratica. Nel documento approvato dall’assemblea si denuncia quella che viene definita una “torsione autoritaria” in atto in Italia e in Europa e si ribadisce la necessità di un nuovo protagonismo sociale per dare piena attuazione ai principi costituzionali.
Tra le priorità indicate figurano il contrasto all’economia di guerra, la difesa della sanità e dei servizi pubblici, la giustizia fiscale, la riconversione ecologica del sistema produttivo, la lotta alla precarietà e alle disuguaglianze territoriali. Il 17 ottobre sarà inoltre l’occasione per rilanciare il no all’autonomia differenziata e alle riforme istituzionali contestate dall’Alleanza.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle politiche migratorie. Il padre comboniano Filippo Ivardi ha lanciato la manifestazione nazionale del 24 ottobre a Castel Volturno contro la realizzazione del nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio, promossa a partire dall’appello del vescovo Pietro Lagnese e sostenuta da un vasto schieramento di associazioni, movimenti, sindacati e realtà territoriali. Nel suo intervento è stato ribadito il rifiuto dei CPR, definiti luoghi di detenzione incompatibili con il rispetto della dignità e dei diritti umani.
Dal confronto è emersa anche una proposta alternativa all’approccio securitario: investire le risorse destinate al centro in servizi pubblici, lavoro, casa, mobilità sostenibile, tutela ambientale e inclusione sociale. Castel Volturno è stata indicata come uno dei luoghi simbolo delle contraddizioni generate dalle politiche migratorie degli ultimi decenni, ma anche come esempio di solidarietà, accoglienza e resistenza civile.
Particolarmente significativa la partecipazione di associazioni e organizzazioni provenienti da ambiti diversi ma unite dalla volontà di costruire una piattaforma comune. A aprire la mattinata Christian Ferrari, segretario confederale Cgil nazionale, che ha aperto l’incontro con una relazione programmatica. All’assemblea erano presenti, tra gli altri Paolo Perrini di Spin Time, Articolo 21 con Vincenzo Vita, Magistratura Democratica con Silvia Albano e la campagna Stop Europe Riarm rappresentate da Raffaella Bolini. Hanno inoltre preso parte ai lavori Giulio Marcon, Enrico Gulluni dell’Unione degli Universitari, della Fiom, di Libera, WWF Italia, della Rete della Conoscenza, Link, Uds, ANPI. E di numerose altre realtà sociali, sindacali e ambientaliste che stanno rafforzando il percorso unitario della Via Maestra.
La giornata ha segnato anche un ulteriore allargamento della rete. Tra gli interventi più applauditi quello di Rosa Lella, della rete #NoBavaglio, che ha sottolineato il ruolo della società civile nella difesa dei diritti, del pluralismo e della libertà d’informazione, indicati come elementi essenziali per la qualità della democrazia.”La difesa della Costituzione sta dentro ik nostro dna: la Rete #NoBavaglio è nata infatti nel 2015 da un appello in difesa della libertà d’informazione, scritto assieme al costituzionalista Stefano Rodotà, contro la censura delle intercettazioni per limitare l’autonomia dell’informazione – ha sottolineato – Col tempo siamo diventati uno spazio in cui possono incontrarsi ed attivarsi una pluralità di mondi, dai giornalisti e mediattivisti, ong e associazioni, realtà sociali e politiche o semplici cittadine e cittadini, in difesa della libertà d’espressione e d’opinione e dei valori Costituzionali. Ed è questa la postura con cui finora abbiamo preso parte alla Via Maestra e ad altri percorsi di convergenza, come Stop rearm europe e No Kings, e fatto da scorta mediatica alle varie istanze portate di volta in volta in piazza, contro la guerra, il genocidio, per la pace, per il diritto al dissenso”.
Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci!, invece, ha presentato una prima bozza di appello per raccogliere nuove adesioni in vista della manifestazione del 17 ottobre. L’obiettivo è ampliare ulteriormente l’Alleanza sociale, mettendo in rete sindacati, associazioni ambientaliste, organizzazioni pacifiste, movimenti per i diritti e realtà del terzo settore.
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