by #NOBAVAGLIO
Mentre in Parlamento si discutono norme che, secondo associazioni, giornalisti e attivisti, rischiano di restringere ulteriormente gli spazi del dissenso e della libera informazione, il Falastin Festival rilancia un messaggio netto: non spegnere i riflettori sulla Palestina e non mettere il bavaglio alla denuncia dei crimini e delle violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi. È con questo spirito che mercoledì 16 settembre prende il via a Villa Mercede, nel quartiere di San Lorenzo, la seconda tappa del Falastin Festival, la manifestazione promossa dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio e dall’Associazione degli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese. Una settimana di incontri, cultura e mobilitazione con l’obiettivo dichiarato di contrastare quello che gli organizzatori definiscono un tentativo di silenziare le denunce sui crimini commessi contro il popolo palestinese e di mantenere alta l’attenzione su una tragedia umanitaria che continua a interrogare le coscienze.

Promosso dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio e dall’Associazione degli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, il Falastin Festival è arrivato alla sua settima edizione. Dopo la prima tappa ospitata a fine giugno al Parco dei Caduti di San Lorenzo, la manifestazione torna nel quartiere romano con una settimana di dibattiti, testimonianze, concerti, mostre, presentazioni di libri e incontri politici. La terza e conclusiva tappa si svolgerà invece a ottobre alla Città dell’Altra Economia.

«Siamo già alla settima edizione del Falastin Festival della Cultura palestinese in Italia. Sette giorni pieni di eventi culturali, informativi, artistici, musicali, sociali e politici che vedranno la partecipazione di giovani, uomini e donne schierati per la pace, la libertà e la giustizia in Palestina e nel mondo», afferma Yousef Salman, presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio.
Per Salman il festival rappresenta un’occasione per accendere i riflettori su una realtà spesso assente dal dibattito pubblico. «Un festival che vuole mettere sotto i riflettori i vari problemi che affliggono la società palestinese da più di un secolo e che continuano a consumarsi sotto gli occhi troppo spesso ciechi del mondo. Un festival che vuole essere e rappresentare un momento di riflessione, di studio e di discussione serena e profonda a favore della pace, della solidarietà e della fratellanza fra gli uomini e i popoli del mondo. Per questo tutte le donne e gli uomini democratici, onesti e amanti della pace sono invitati a partecipare. Grazie bella Italia e forza Palestina».

La giornata inaugurale del 16 settembre sarà dedicata a Marwan Barghouti e ai prigionieri palestinesi. Tra gli ospiti annunciati figurano la presidente del Municipio II Francesca Del Bello, Luisa Morgantini, Laura Boldrini, Marisa Laurito, Moni Ovadia e Tina Marinari di Amnesty International.
Il giorno successivo il confronto si concentrerà sulla Delibera di iniziativa popolare per l’interruzione dei rapporti tra Roma Capitale e lo Stato di Israele, proposta che nelle scorse settimane ha raccolto migliaia di firme. Al dibattito parteciperanno i promotori dell’iniziativa insieme ai consiglieri capitolini Linda Meleo (M5S), Giovanni Zannola (Pd), Tiziana Biolghini (Roma Futura), Alessandro Luparelli (Sinistra Civica Ecologista) e Sandro Petrolato (Demos).
Venerdì 18 settembre sarà invece dedicato a “Le donne e la questione palestinese”. Tra gli interventi previsti quelli dell’ambasciatrice palestinese in Italia Mona Abu Amara, di Marina Pierlorenzi dell’Anpi, della deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e di Melania Sinibaldi delle Libere Cittadine per la Palestina. Attesa anche la testimonianza di un’ex prigioniera palestinese proveniente da Madrid.
Sabato il tema sarà “L’Europa e la questione palestinese”, con la partecipazione degli europarlamentari Ilaria Salis, Dario Tamburrano e Annalisa Corrado, chiamati a confrontarsi sul ruolo delle istituzioni europee di fronte alla crisi mediorientale.

Domenica 20 settembre sarà la volta dell’incontro tra le comunità palestinesi presenti nei diversi Paesi europei, mentre lunedì 21 uno degli appuntamenti centrali del festival sarà dedicato al dibattito “Dialogare per un mondo diverso”. Interverranno Don Andrea Caporale dei Preti contro il Genocidio, giornalisti della Rete No Bavaglio, Stefano Galieni della segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e Giulia Calò di Potere al Popolo.
Nella stessa giornata è previsto anche un confronto sui diritti e la dignità del lavoro con il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, mentre la serata sarà dedicata all’esperienza dei Sanitari per Gaza, impegnati nell’assistenza ai civili palestinesi.
La manifestazione si concluderà martedì 22 settembre con gli interventi degli esponenti della campagna Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), del giornalista di Report Daniele Piervincenzi e della blogger Rossa Perpendicolare.
Accanto agli incontri politici e culturali, il Falastin Festival proporrà anche un ricco programma artistico. Sul palco saliranno Nubras On Ensemble, il coro Le Folli per lo Swing, Stefano Saletti e la Banda Ikona, i Têtes de Bois e Andrea Satta. In programma anche mostre di pittura e artigianato palestinese, presentazioni di libri, tra cui “Flotilla. In viaggio verso Gaza” di Arturo Scotto, e stand gastronomici con cucina e bevande tradizionali aperti ogni sera.
Per una settimana Villa Mercede si trasformerà così in uno spazio di incontro, dibattito e solidarietà, con l’ambizione dichiarata dagli organizzatori di difendere il diritto all’informazione, contrastare ogni forma di censura e mantenere viva l’attenzione sulla Palestina e sulle richieste di pace, libertà e autodeterminazione del suo popolo.

