by #NOBAVAGLIO
In un tempo segnato dalla devastazione di Gaza, dall’occupazione dei territori palestinesi e dall’inerzia della comunità internazionale, la cultura torna a essere uno strumento di resistenza, memoria e mobilitazione. Dal 2 al 4 ottobre gli spazi della Villetta Social Lab di Garbatella ospiteranno la quarta edizione di “Beit al-Falastini – Festival della Cultura Palestinese”, promossa dal Movimento Studenti Palestinesi in Italia, Amnesty International Italia e Arci Roma in collaborazione con la Rete #NOBAVAGLIO.
Non solo una rassegna culturale, ma un appuntamento politico e sociale che punta a rilanciare la solidarietà concreta con il popolo palestinese e a costruire nuove connessioni tra le lotte per i diritti, la giustizia sociale e l’autodeterminazione dei popoli. “Il significato stesso del festival è racchiuso nei simboli della chiave e della valigia – spiega Maya Issa raapresentante dei giovani palestineti – emblemi del diritto al ritorno e della resistenza palestinese. Attorno a questi simboli si articolano tre giornate di dibattiti, incontri, testimonianze, presentazioni, momenti artistici e iniziative di solidarietà internazionale”.

Gli organizzatori sottolineano come la cultura palestinese continui a rappresentare un patrimonio vivo che resiste ai tentativi di cancellazione. Letteratura, poesia, cinema e approfondimento diventano così strumenti per raccontare una realtà spesso oscurata e per contrastare l’assuefazione davanti alle immagini del conflitto e della crisi umanitaria.
L’edizione 2026 allarga inoltre il proprio orizzonte ad altre esperienze di resistenza nel mondo, dalla solidarietà con Cuba alla difesa dei diritti delle persone migranti, fino al contrasto della censura e della criminalizzazione del dissenso. Un approccio che lega le diverse battaglie per i diritti in una prospettiva comune di giustizia e liberazione. Per tutta la durata della manifestazione, a partire dalle 17, sarà aperto lo spazio espositivo “Baladi 1948”, dedicato all’artigianato palestinese, insieme a un punto di raccolta di medicinali destinati a Cuba.
Venerdì 2 ottobre il festival si aprirà con gli interventi di Federica Stagni, Mona Abu Amara, Damian Delgado Vazquez, Giacomo Simoncelli, Claudio Maretta, Simona Moscarelli, don Mattia Ferrari, Papya Aktar, Mattia Gregorio, Alessandro Mantovani, Francesca Fornario, Clara Habte, Sergio Cararo, Massimo Sabbatini, Ludovico Succio e Valeria Bono.

Sabato 3 ottobre il confronto proseguirà con Luigi C. Cazzat, la deputata Stefania Ascari, il giurista Triestino Mariniello, Romana Rubeo, Andrea Legni, Giulia Torrini, Maya Issa, Alessandra Fabretti ed Enrico Frattaroli.

Domenica 4 ottobre, giornata conclusiva, saliranno sul palco il poeta e scrittore palestinese Mohammad El-Kurd, la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, l’arabista Simone Sibilio, Moni Ovadia e gli attivisti di TIKKUN – Diaspora Ebraica Decoloniale. Interverranno inoltre Giammarco Sicuro, Antonello Ciervo, Guido Lutrario, Vito Scalisi, Soumaila Diawara, Tony la Piccirella, Sara del BDS Roma, Francesca Nardi, Andrea Iacomini, Marco Carlizzi, Iacopo Smeriglio e Hanin Tarabay.

L’obiettivo dichiarato, ribadiscono gli organizzatori, è “fare di Beit al-Falastini uno spazio di incontro tra movimenti, associazioni, sindacati, studenti e cittadinanza attiva, capace di trasformare la solidarietà in partecipazione e iniziativa concreta”. L’ingresso a tutte le iniziative è gratuito.

