by #NOBAVAGLIO
Non è soltanto una commemorazione. A vent’anni dall’uccisione di Renato Biagetti, Roma si prepara a una serie di iniziative che intrecciano memoria, antifascismo, musica e impegno sociale. Dal rito collettivo sulla spiaggia di Focene fino al corteo del 5 settembre, migliaia di persone torneranno a ricordare un giovane la cui storia continua a parlare a nuove generazioni.

«Io non dimentico». È una frase che negli anni è diventata molto più di uno slogan. È il filo che lega una comunità che continua a ricordare Renato Biagetti, il giovane tecnico del suono e attivista romano ucciso nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2006 a Focene, al termine di una serata reggae sulla spiaggia. Renato aveva 26 anni. Era appena laureato in Ingegneria, lavorava nel settore dell’audio e frequentava il centro sociale Acrobax. Quella notte stava lasciando il locale Buena Onda insieme alla compagna Laura e all’amico Paolo quando venne aggredito da due giovani di 17 e 19 anni. Le otto coltellate inferte non gli lasciarono scampo. Una violenza che segnò profondamente Roma e che, secondo amici e compagni di Renato, ebbe una chiara matrice fascista. Da quel dolore, però, è nato qualcosa che negli anni è cresciuto fino a trasformarsi in un patrimonio collettivo fatto di relazioni, battaglie sociali, cultura e antifascismo. È nato il percorso di “Io non dimentico”, una memoria che non guarda soltanto al passato ma prova a interrogare il presente.
Il ritorno a Focene
Come accade ogni anno, il primo appuntamento è stato il 27 agosto sulla spiaggia di Focene, nel luogo in cui Renato venne assassinato. Un momento che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio rito collettivo, capace di richiamare amici, compagni di lotta, familiari e tanti giovani che non hanno conosciuto personalmente Renato ma che continuano a riconoscersi nei valori che rappresentava. Dal 2019, sul luogo dell’aggressione, una targa realizzata dall’ANPI ricorda la sua figura, definita simbolicamente quella di un “partigiano”, a testimonianza del legame tra la memoria della Resistenza e le forme contemporanee dell’impegno antifascista.

Renoize, il festival della memoria attiva
Il cuore delle iniziative sarà però il Renoize, il festival antifascista nato per ricordare Renato attraverso ciò che amava di più: la musica, l’incontro e la partecipazione. Quest’anno il festival assumerà una dimensione speciale per il ventesimo anniversario. Dal 3 al 5 settembre, Acrobax ospiterà tre giornate di concerti, mostre, workshop, assemblee e momenti di confronto costruiti attorno a quattro parole chiave: “Ricordare, Riconoscersi, Resistere, Ripartire”. Gli organizzatori spiegano che l’obiettivo è connettere la memoria di Renato alle lotte e alle sfide del presente, creando spazi di riflessione su antifascismo, diritti sociali, conflitti internazionali e partecipazione dal basso.
Tra gli appuntamenti più attesi figura l’Assemblea nazionale Free All Antifas – Italy, in programma il 5 settembre ad Acrobax. L’incontro affronterà il tema della solidarietà agli antifascisti coinvolti nel processo di Budapest e più in generale la crescente pressione giudiziaria e politica nei confronti di attivisti della sinistra radicale in diversi Paesi europei. Nel corso del festival saranno inoltre presentati il fumetto “Storie per Renato. Speciale Antifa!nzine” e il documentario “Venti di Renato. Ricordare, riconoscersi, resistere”, realizzato dall’Associazione 16 Marzo 2003 e dal FOA Boccaccio 003 in collaborazione con Acrobax e il Comitato Madri per Roma Città Aperta.
Il corteo antifascista e il concerto finale
Il momento conclusivo delle iniziative sarà il corteo antifascista del 5 settembre, con concentramento alle ore 17 a Piramide. La manifestazione attraverserà le strade della capitale per raggiungere il Parco Schuster, luogo storico del Renoize, dove si svolgerà il concerto finale. Sul palco sono annunciati, tra gli altri, Giancane, Assalti Frontali, Fuksia e la partecipazione di Zerocalcare. Sarà il punto di arrivo di tre giorni di incontri e dibattiti, ma anche il simbolo di una memoria che continua a vivere attraverso la cultura, la musica e l’impegno collettivo.
Vent’anni dopo quelle otto coltellate, il nome di Renato Biagetti continua a essere pronunciato da migliaia di persone. Non soltanto per ricordare una vittima dell’odio fascista, ma per affermare un’idea di società fondata sulla solidarietà, sull’antirazzismo e sulla partecipazione.
Per chi ogni anno torna a Focene, partecipa al Renoize o sfila nel corteo antifascista, la memoria non è un esercizio rituale. È, come recita uno degli slogan della manifestazione, un “ingranaggio collettivo potentissimo”, capace di trasformare il ricordo in presenza, coscienza e impegno quotidiano.

