#NOBAVAGLIO / Liceo Vivona, cresce la mobilitazione per la libertà di espressione: “Solidarietà al professor Sabbatini”

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Migliaia di firme raccolte nella petizione online, presentata un’interrogazione parlamentare. La Rete #NOBAVAGLIO al fianco della mobilitazione degli inseganti e degli studenti: “La libertà d’espressione è la base dell’istruzione in una paese democratico” FIRMA LA PETIZIONE

by #NOBAVAGLIO

Una petizione pubblica, una forte presa di posizione della comunità scolastica e un’interrogazione parlamentare depositata alla Camera dalla deputata Stefania Ascari. Attorno al caso del Liceo Ginnasio Statale “Francesco Vivona” di Roma si allarga ogni giorno la mobilitazione a difesa della libertà di espressione, della libertà di insegnamento e dell’autonomia della scuola pubblica.

Al centro della vicenda vi è la lettera inviata dal professor Massimo Sabbatini ai propri studenti dopo la conclusione degli esami di Stato e la pubblicazione dei risultati finali. Un messaggio rivolto a ragazze e ragazzi ormai diplomati, nel quale il docente invitava a mantenere uno sguardo critico sulla realtà e a non restare indifferenti davanti alle tragedie umanitarie del nostro tempo, con un riferimento alla situazione di Gaza.

A seguito della pubblicazione di un articolo del quotidiano Il Tempo, è stata avviata un’ispezione ministeriale presso il liceo romano. Una decisione che ha suscitato la reazione di numerosi docenti, genitori, studenti e rappresentanti della scuola, che considerano l’intervento sproporzionato e lesivo delle libertà costituzionali.

In un documento intitolato “Per la libertà di espressione, dentro e fuori le aule scolastiche”, consiglieri di istituto e rappresentanze sindacali hanno espresso profonda preoccupazione per quanto accaduto. I firmatari ricordano che la comunicazione contestata è avvenuta dopo la conclusione del rapporto scolastico e che si trattava dell’espressione di un’opinione personale da parte di un cittadino nei confronti di altri cittadini ormai maggiorenni.

Particolarmente contestata è la scelta di coinvolgere studenti e personale scolastico nell’attività ispettiva. Secondo quanto denunciato dai docenti, l’accertamento avrebbe generato un clima di tensione e disagio all’interno della scuola, colpendo una comunità da sempre impegnata nella formazione al pensiero critico, alla cittadinanza democratica e alla cultura della pace.

Come gesto di solidarietà nei confronti del collega, diversi insegnanti hanno deciso di inviare ai propri ex studenti il medesimo messaggio oggetto delle contestazioni, rivendicandone apertamente i contenuti e chiedendo di conoscere quale norma sarebbe stata eventualmente violata.

Sul piano istituzionale è intervenuta la deputata Stefania Ascari, che ha presentato una dettagliata interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito. Nel testo si chiedono chiarimenti sulle motivazioni dell’ispezione, sulle modalità con cui sarebbe stata condotta e sulla compatibilità dell’intervento con i principi sanciti dagli articoli 21, 33 e 34 della Costituzione.

L’interrogazione richiama inoltre altri episodi che negli ultimi mesi hanno interessato scuole di diverse città italiane, da Firenze a Roma, da Bologna a Modena, fino a Reggio Emilia e Cesena, sollevando il timore che si stia consolidando un clima di pressione nei confronti di insegnanti, dirigenti scolastici e studenti che affrontano temi legati ai diritti umani, alla pace, al diritto internazionale e alla tragedia in corso in Palestina.

La parlamentare chiede al Governo di chiarire se tali iniziative ispettive possano produrre un effetto intimidatorio sull’intera comunità scolastica e quali misure intenda adottare per garantire che gli strumenti di controllo amministrativo non vengano utilizzati, o percepiti, come strumenti di censura.

In questa vicenda si inserisce anche il sostegno della Rete #NOBAVAGLIO, impegnata da anni nella difesa della libertà di informazione, del pluralismo e dei diritti costituzionali. La rete ha esprime la propria vicinanza alla mobilitazione del Liceo Vivona, schierandosi al fianco del professor Sabbatini, dei docenti, degli studenti e delle famiglie che chiedono trasparenza e rispetto delle libertà democratiche.

Per la Rete #NoBavaglio, quanto sta accadendo al Vivona riguarda non soltanto una scuola romana ma l’intero sistema democratico del Paese. Quando vengono messi in discussione il libero confronto delle idee, l’autonomia scolastica e il diritto di manifestare il proprio pensiero, è l’intera società civile a essere chiamata a reagire.

La scuola pubblica, ricordano i promotori della mobilitazione, deve restare uno spazio di conoscenza, confronto e crescita culturale. Un luogo nel quale studenti e studentesse possano imparare a ragionare con la propria testa, senza timori, condizionamenti o censure.

Per queste ragioni esprimiamo piena solidarietà al professor Massimo Sabbatini, ai docenti del Liceo Vivona, agli studenti e alle studentesse coinvolti e a quanti stanno difendendo i principi costituzionali della libertà di espressione, della libertà di insegnamento e del pensiero critico.

La mobilitazione in corso rappresenta una battaglia civile che riguarda tutti. Difendere la libertà di parola e il diritto all’educazione critica significa difendere la democrazia stessa. Il Vivona oggi è il simbolo di questa esigenza e merita l’attenzione e il sostegno di tutte le persone che credono in una scuola libera, autonoma e costituzionalmente garantita.

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