La Rete #NOBAVAGLIO – Liberə di essere informati esprime piena e convinta solidarietà alla giornalista e attivista Shukri Said, autrice della storica rubrica Africa Oggi, una delle poche voci del panorama radiofonico italiano capaci di raccontare con rigore e profondità le dinamiche politiche, sociali e geopolitiche del continente africano.

Le decisioni assunte dalla Direzione di Radio Radicale negli ultimi mesi — lo spostamento arbitrario delle puntate in orari notturni, la mancata messa in onda di episodi già realizzati, la cancellazione dal palinsesto e dal sito, la revoca del supporto tecnico necessario alla qualità radiofonica — configurano un insieme di comportamenti inquietanti, che assumono sempre più i tratti di atti di censura ripetuti. Queste scelte non colpiscono soltanto una professionista che da quasi diciotto anni collabora con la testata, ma ledono il diritto degli ascoltatori a un’informazione pluralista, accurata e tecnicamente adeguata. È impossibile ignorare che tali episodi avvengano mentre Shukri Said si è espressa con chiarezza e coraggio contro il genocidio in corso a Gaza e contro i crimini commessi da Israele, esercitando il diritto-dovere di ogni giornalista di denunciare violazioni dei diritti umani. In questo contesto, la sequenza di ostacoli, silenziamenti e cancellazioni appare come un tentativo di zittire una voce scomoda, impegnata nella difesa dei diritti e della verità. Ancora più grave è che tutto ciò avvenga all’interno di una Radio che, storicamente, è stata sinonimo di libertà d’espressione e pluralismo dell’informazione, e che proprio per questo riceve finanziamenti pubblici: è dunque del tutto intollerabile che una testata che svolge un ruolo di servizio pubblico si renda protagonista di comportamenti che minano la trasparenza, la correttezza editoriale e il diritto dei cittadini a un’informazione libera. Preoccupa inoltre che tali comportamenti si verifichino mentre la giornalista è coinvolta in una causa per il riconoscimento della natura subordinata del proprio rapporto di lavoro, un contenzioso che non può e non deve diventare terreno di ritorsioni editoriali. Per queste ragioni chiediamo con forza tutela sindacale immediata per Shukri Said, ripristino della normale messa in onda della rubrica Africa Oggi, trasparenza sulle decisioni editoriali assunte dalla Direzione e garanzie contro ulteriori atti ritorsivi nei confronti della giornalista. Difendere Shukri Said significa difendere il diritto di tutte e tutti a un’informazione libera, plurale e non intimidita, perché la libertà di stampa non è un privilegio: è un bene comune.
Rete #NOBAVAGLIO
