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#NOBAVAGLIO / QUELLIdelRoxyBar: “Rilanciamo la proposta di Borrometi: cittadinanza ai due baristi che hanno denunciato i Casamonica”

ROMANINA/

Il Caffè della Legalità va avanti alla Romanina. “Non solo sicurezza” è il tema del nuovo incontro che si svolgerà giovedì 7 giungo dalle 10.30 presso spazio sociale anziani di via Gregoraci 140. E’ prevista la lettura dei giornali con i cittadini e con gli studenti delle scuole del quartiere e i docenti dell’istituto Raffaello un laboratorio di scrittura curato dai giornalisti di varie testate: una staffetta di volontari tra operatori dell’informazione la giornalista Vittoria De Matteis, Maria Tiziana Lemme de Il Mattino e con Andrea Bernabeo di Metro .

 

Partecipano: Sandro Ruotolo, giornalista dal 2015 sotto scorta dopo aver ricevuto minacce dai Casalesi; Enrico Bellavia giornalista esperto di mafia caporedattore a la Repubblica; Francesca Fornario, autrice satirica e conduttrice a Radio Rai, Claudio Marincola giornalista del Messaggero e i ragazzi degli istituti del municipio VII. Collegamenti con il Giornale radio Sociale e Ivano Maiorella e Radio Articolo 1. Il nuovo incontro nell’ambito di “Illuminiamo le periferie” è promosso da #QuellidelRoxyBar, un gruppo di associazioni del sociale e di giornalisti: da Libera, Rete dei Numeri Pari, Rete NoBavaglio, Articolo 21, Ordine dei Giornalisti, Ateneo Tor Vergata, Comitato di Quartiere Romanina, Cinecittà Bene Comune, Cgil Roma Sud, daSud, Link. “Dopo l’incontro – assicurano gli organizzatori – poi ci troveremo al Roxy Bar per non dimenticare la denuncia dei due baristi nei confronti delle prepotenze dei Casamonia e chiedere, come già proposto da Paolo Borrometi, che venga concessa la cittadinanza ai due giovani romeni”. Borrometi, presidente di Articolo 21, giornalista d’inchiesta da anni sotto scorta per le minacce di morte ricevute dai boss mafiosi, la settimana scorsa ha lanciato l’idea: “Sognano di essere cittadini italiani, dopo aver denunciato i clan e rischiato la vita. E’ una storia di coraggio, di determinazione, di denuncia, quella di Roxana e Marian – ha scritto il giornalista che ha sollevato per primo il caso e che ha anche contattato il ministero – Gli unici a denunciare i clan alla Romanina, in uno dei quartieri più difficili della Capitale. Il mio editoriale con la richiesta ben precisa: aiutiamoli, meritano la cittadinanza italiana dopo anni di lavoro e di denunce. Roxana e Marian hanno rischiato e rischiano la vita, il “grazie” più bello sarebbe far vivere i loro figli da italiani. Ed ecco il mio appello. Li aiutiamo?”.

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