Wikipedia al Giorno della Memoria / Negazionismo e Olocausto: gli Eichmann di carta

Wikipedia al Giorno della Memoria /  Negazionismo e Olocausto: gli Eichmann di carta

Wikipedia al Giorno della Memoria

Negazionismo e Olocausto: gli Eichmann di carta

«.. Eravate venti, eravate cento, eravate migliaia,
Nudi e magri, tremanti, in quei vagoni piombati
Strappavate la notte con le unghie disperate,
Eravate migliaia, eravate venti, cento eravate»  
Jeam Ferrat  Nuit et brouillard (Notte e nebbia)

Per il terzo anno consecutivo, wikipediani e wikimediani da tutta Italia dei “Progetti: Persecuzioni, deportazioni e crimini del periodo nazi fascista  e Donne e Shoah” parteciperanno alla Giornata della Memoria. Quest’anno, a causa della pandemia, gli eventi si svolgeranno on-line (https://tinyurl.com/memoria-eventi). Come nel 2020 aderisce all’avvenimento anche la Rete NoBavaglio.

Il programma per il 27 gennaio è il seguente:

Edithanon, ovvero una maratona di voci sul negazionismo e l’Olocausto che saranno create e alcune migliorate da diversi wikipediani italiani;

Conferenza con: Marcello Pezzetti, storico della “Fondazione Museo della Shoah” di Roma, Stefano Gatti dell’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano e due wikipediani Luigi Vianelli e Francesco Carbonara. Introdurrà la conferenza la presidente di Wikimedia Italia Iolanda Pensa.

Presentazione del Progetto: “Per bocca dei nazisti”: il progetto nato dall’idea di alcuni wikipediani vuole dimostrare che furono proprio i nazisti ad ammettere ai processi che li riguardarono, nonchè con i loro diari, la loro corrispondenza, i loro discorsi e gli affidavit, sia l’olocausto che le camere a gas e l’annientamento di milioni di ebrei d’Europa. Alla conclusione del progetto i wikipediani realizzeranno un “wikibook” con i nomi di tutti i nazisti e relativo grado che ammisero lo sterminio e che sarà disponibile, libero, come tutti i progetti di Wikipedia.

Contatti: Francesco Carbonara, Milano, mail: [email protected]

Gregorio Bisso, Genova, tmail: [email protected]

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