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Cinecittà, donati pc antimafia nella scuola di Eros Ramazzotti


Illuminare le Periferie

Cinecittà, donati pc antimafia nella scuola di Eros Ramazzotti

Cinque computer e undici server donati alla scuola dell’antimafia di Cinecittà. L’iniziativa è stata promossa dalla Rete Nobavaglio – Liberi di essere informati insieme all’Ordine dei Giornalisti del Lazio a favore dell’ Enzo Ferrari, di via Contardo Ferrini,  un istituto tecnico commerciale dove si insegna anche strategie di marketing, vicino alla Togliatti. I pc sono stati messi a disposizione dell’Odg del Lazio e saranno utilizzati dai ragazzi della scuola un tempo frequentata da Eros Ramazzotti. E proprio qui, forse, tra i banchi della Ferrari, è nata l’ispirazione per cantare “i sobborghi di periferia dove i tram non vanno avanti più e dove l’aria è popolare è più facile sognare che guardare in faccia la realtà” di “E adesso tu” la canzone con cui Ramazzotti ha vinto Sanremo nell’86. Ma da allora qualcosa è cambiato. E dai sogni si sta cercando di passare alla realtà con le attività costruite  dai volontari di daSud. I ragazzi dell’associazione in due anni di duro lavoro sono riusciti a creare uno spazio aperto al quartiere con biblioteca, cineforum, web e laboratori artistici vari tra cui quello di fumetti.

“Anche questo è un modo per mandare avanti il nostro progetto di illuminare le periferie .La donazione e la consegna dei computer sono appunto un riconoscimento a questo lavoro svolto dai ragazzi DaSud e dai docenti del Ferrari – spiegano Marino Bisso e Ivano Maiorella della Rete Nobavaglio – Ringraziamo l’Ordine del Lazio per aver accolto la nostra richiesta di destinare i cinque pc a questa realtà dove la lotta alle mafie viene fatta dal basso, dall’impegno quotidiano svolto in periferia”.   I computer sono stati consegnati da Paola Spadari e Carlo Picozza, rispettivamente presidente e responsabile della Formazione dell’Ordine del Lazio alla presenza della professoressa Mariarita De Gregori, vicepreside del Ferrari.  e di Andrea Meccia rappresentante id DaSud. L’associazione DaSud, di promozione sociale e antimafia, nasce in Calabria nel 2005 per sperimentare percorsi di giustizia sociale, sviluppare i diritti come strumento di contrasto ai clan e ricostruire l’antimafia popolare. Ha raccontato i femminicidi di mafie, analizza la trasformazione del ruolo delle donne nei clan e promuove campagne e politiche per la parità di genere. Dal 2009 l’associazione ha la sua sede nazionale a Roma e per sette anni ha gestito lo Spazio daSud, nello storico quartiere Pigneto, dove aveva aperto la prima mediateca sulle mafie e l’antimafia della Capitale dedicandola alla memoria di ‘Giuseppe Valarioti’. Lo Spazio daSud – che nel 2015 si è trasformato e trasferito nel quartiere Cinecittà/Don Bosco – è stato anche uno spazio di coworking, un osservatorio sulle mafie, un laboratorio permanente di creatività e di innovazione sociale dove sono stati organizzati dibattiti, eventi culturali e slow food”.

E domani il progetto di “illuminare le periferie” si sposta a Cività Castellana. La Rete NoBavaglio insieme a CiviTonica con l’assessorato alla Cultura del Comune di Civita Castellana organizza la staffetta dei libri. Grazie alla collaborazione del dirigente Franco Chericoni ed al prezioso aiuto degli insegnanti, gli studenti del Liceo Artistico Ulderico Midossi di Civita Castellana porteranno 200 libri nuovi nella biblioteca comunale dove saranno a disposizione di tutti. L’iniziativa rientra nel progetto Libri liberi tutti – I love leggere a cura della Rete NoBavaglio – Liberi di essere informati . “L’amore per la lettura è conoscenza, passione, partecipazione alla vita culturale – spiega no dalla Rete NoBavaglio – E nessuno deve essere escluso perché non si può permettere di comprare un libro”.

‘Un’iniziativa che rispecchia perfettamente lo spirito di CiviTONICA, #LiberiDiSapere : maggiore informazione per tutti, per scegliere liberamente’ – Queste le parole con cui l’assessore alla cultura Vanessa Losurdo ha commentato l’iniziativa- ‘Con la Rete Nobavaglio, abbiamo percorso in questi anni una strada ricca di cultura che ci ha permesso di venire in contatto con altre realtà a volte molto lontane da noi. Insieme, grazie a questo graditissimo dono, possiamo dire di aver coniato e concretizzato un nuovo slogan: #SaperePerEssereLiberi”

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