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#NOBAVAGLIO / Si chiama Giuseppe Tallino ed è nel mirino del boss

Ancora giornalisti sotto attacco

Si chiama GIUSEPPE TALLINO ED È NEL MIRINO DEL BOSS


Ecco i fatti :

da Il Mattino > Caserta >

Il boss psicologo dal carcere
attacca magistrato e cronista

Se l’è presa con i pm accusati di accanimento investigativo nei suoi confronti o di mala gestione dei pentiti a suo danno, e con un giovane cronista, definito pseudo-giornalista, il quale l’ha poi denunciato per diffamazione e minacce. Ne ha per tutti Augusto La Torre, il boss psicologo – ha preso la laurea in carcere – che dal 1996 è detenuto dopo aver guidato con mano sanguinaria l’omonimo clan operante nel comune del litorale casertano di Mondragone, in sintonia ma spesso anche in disaccordo con i potenti Casalesi, divenuto anche collaboratore di giustizia salvo poi essere in sostanza «scaricato» dall’autorità giudiziaria, che ha definito la sua collaborazione riduttiva, probabilmente perché seppur La Torre si è autoaccusato di una cinquantina di omicidi, non ha mai fornito le indicazioni utili per far trovare il suo tesoro.
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Solidarietà al collega di Cronache Giuseppe Tallino

Il collega Giuseppe Tallino, giudiziarista dei quotidiani Cronache di Napoli e Cronache di Caserta, è stato aggredito la scorsa mattina presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove si trovava per svolgere, come ogni giorno, il suo lavoro. Il giornalista, è stato aggredito e minacciato dal responsabile dell’area amministrativa del Comune di Grazzanise Maurizio Malena che, secondo quanto riportato sul giornale napoletano, gli avrebbe detto: “Ho visto che in aula prendevi appunti, se provi a calunniarmi sono ca**i tuoi, hai capito? Non provare a calunniarmi, lasciami in pace, già lo hai fatto“.

Caserta, il giornalista Giuseppe Tallino nel mirino del boss.
«Pronti a costituirci parte civile»

In un’intervista Augusto La Torre definisce il collega ‘pseudo giornalista altro lecchino’ che scrive menzogne senza leggere gli atti processuali. Le stesse accuse sono rivolte anche al pm della Dda Alessandro D’Alessio. «Sul caso sarà inviato un dossier al ministro dell’Interno», spiega il sindacato regionale.

Il giornalista Giuseppe Tallino

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania è pronto a costituirsi parte civile se ci sarà un processo sulle minacce al giornalista di Cronache di Caserta Giuseppe Tallino, al quale esprime piena solidarietà. «Il boss di Mondragone Augusto La Torre – spiega in una nota il sindacato regionale – in un’intervista definisce il collega ‘pseudo giornalista altro lecchino che non solo scrive menzogne e non legge gli atti processuali, limitandosi a trascrivere le parti che gli passa qualcuno che è dovuto al segreto istruttorio, ma ha addirittura citato intercettazioni ambientali e telefoniche che non esistono’».

Le stesse accuse sono rivolte anche al pm della Dda Alessandro D’Alessio, già minacciato di morte dallo stesso boss. «Sul caso – prosegue il Sugc – sarà inviato anche un dossier al ministro dell’Interno, tramite il comitato istituito presso il Viminale per la sicurezza dei giornalisti».

Nell’intervista, inoltre, La Torre parla anche di un altro giornalista: ‘Non ho mai amato nascondermi dietro la vigliaccheria, una sola volta che volli minacciare un giornalista (Mimmo Pelagalli), lo feci scrivendogli una lettera firmata a mio nome’. «Il giornalista citato, proboviro del sindacato, che pure si è occupato di cronaca giudiziaria in passato, non ha mai ricevuto alcuna lettera dal boss. Anche questa – conclude il sindacato della Campania – è una circostanza che meriterebbe un serio approfondimento da parte della magistratura».

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