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#NOBAVAGLIO / Improvvisession, artiste contro sfratto Casa delle Donne

“È importante per noi esserci e sostenere questo luogo che da anni tutela le donne e garantisce loro servizi, assistenza e libertà. Senza considerare che da questo spazio è passata la storia del femminismo e delle battaglie delle donne per i loro diritti”. Questo il comunicato congiunto diffuso ieri sera da parte delle artiste che stanno combattendo a Roma, per salvare la Casa internazionale delle Donne, storico simbolo del femminismo e delle associazioni, minacciata dallo sfratto.

L’occasione è stato lo spettacolo Improvvisession all’interno della protesta “Chiamata alle arti”, che ha visto ieri salire sul palco per finanziare la storica casa delle donne un gruppo di attrici come: Sonia Bergamasco, Paola Cortellesi, Emanuela Fanelli, Anna Foglietta, Federica Rosellini, Silvia Salvatori e Jasmine Trinca.

E questo dopo il concerto di Paola Turci e Fiorella Mannoia cui seguirà stasera Donne come noi di Emanuela Giordano e Giulia Minoli con Tosca, Giovanna Famulari, Maria Chiara Augenti, Anna Mallamaci, Rita Ferraro e Fabia Salvucci in cui si parlerà di storie di donne italiane che hanno cambiato la loro vita.

Da Sonia Bergamasco, Paola Cortellesi, Emanuela Fanelli, Anna Foglietta, Federica Rosellini, Silvia Salvatori, Jasmine Trinca, poesie, ironia, presa in giro dei luoghi comuni sul mondo della donna nel segno di una presa di coscienza di una cultura femminile che oggi più che mai rivendica le sue ragioni. “Sono felice di partecipare a questo happening – dice Paola Cortellesi – con molte mie colleghe e amiche. Da cittadina e da donna, credo sia giusto salvaguardare un patrimonio comune come questo che ha dato e continua a dare tanto alle donne. Ancora oggi, a quanto pare – continua – è necessario combattere per dei diritti fondamentali che non dovrebbero mai essere messi in discussione”.

Per Sonia Bergamasco: “La Casa delle donne è un luogo troppo importante e così sono fiduciosa che si troverà un modo per sanare i suoi problemi economici. In genere sono discreta nel partecipare a queste cose, ma credo che in questo caso l’assunzione di responsabilità è doverosa. Ho sempre pensato che nel mio mestiere di attrice ci fosse già un’azione politica di cittadina e persona che fa delle scelte. Stare zitti a volte equivale a dire sì”. Dice, infine, Noemi: “La Casa delle donne rappresenta la memoria della donna italiana, è un’istituzione che vive a prescindere dalla politica, una realtà di valore che da una gran mano al mondo femminile italiano

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