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#NOBAVAGLIO/ DIAMO VOCE ALLA PACE. Domenica 9 ottobre in marcia per Assisi

#NOBAVAGLIO/ DIAMO VOCE ALLA PACE. Domenica 9 ottobre in marcia per Assisi

#NOBAVAGLIO/ DIAMO VOCE ALLA PACE. Domenica 9 ottobre in marcia per Assisi

La politica della guerra è fallita. Dopo l’attentato dell’11 settembre 2011, la diplomazia internazionale ha rinunciato al proprio ruolo di mediazione nella ricerca della risoluzione dei conflitti. Le guerre contro i “signori del terrore” e quelle “umanitarie” sono state ritenute l’unica risposta alle crisi: dovevano ripristinare la pace e invece hanno prodotto solo morte, distruzione e la diaspora di migliaia di persone dai propri paesi dilaniati dalle bombe.

marciapacccIl fallimento della politica della guerra, in 15 anni, ha provocato un milione di vittime civili e continua a fare stragi e carneficine in varie parti del mondo. La Siria ne è il simbolo. Per questa ragione oggi ancor più di ieri c’è bisogno di dare voce alla pace per dire che la diplomazia deve tornare a svolgere quel ruolo di mediazione e di dialogo per risolvere le crisi. Non si può restare fermi e indifferenti: l’informazione ha il dovere di far conoscere gli orrori di 15 anni di guerra. Sui giornali, sui siti, sui nostri blog possiamo dare forza alle ragioni del dialogo e schierarci contro odio e distruzione. Domenica 9 ottobre ci ritroveremo con la Fnsi, con Articolo 21 e Usigrai in marcia per Assissi per dare voce alla pace.

I numeri del fallimento della guerra infinita

Dall’attacco contro al-Qāʿida in Afganistan e poi all’Iraq fino alle bombe contro l’Isis in Libia e sulle città della Syria fino agli attentati jihadisti in Francia, Turchia, Algeria e in molte altre regioni del mondo…

Le operazioni in Afganistan durate 13 anni sono costate 21mila morti tra i civili e 3.500 tra i soldati dei paesi membri della coalizione internazionale. Gli americani contano oltre 2.300 vittime, ma tra i caduti ci sono anche 53 militari italiani.

In Iraq, dal 2003 – anno dell’invasione angloamericana – e il  dicembre 2011 le vittime civili sono state cinquecentomila.

In Syria, dopo 5 anni di guerra, si stima che i civili che hanno perso la vita sono già mezzo milione… La guerra infinita ha già ucciso oltre un milione di civili tra donne, uomini e bambini.

 

dal sito di ARTICOLO 21

Per costruire pace con giustizia e verità. Articolo 21 con Fnsi e UsigRai alla PerugiAssisi: sabato in assemblea con studenti e insegnanti e domenica 9 ottobre in marcia

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Mai come ora non basta denunciare abusi e raccontare la realtà che sta degenerando intorno a noi, con l’avanzare di egoismi, muri, rifiuto dell’altro. E’ vitale fare un passo avanti e assumersi la responsabilità di cercare di cambiare le cose, di proteggere i più deboli, chiedere al fine di guerre, violenze, terrorismo, costruire la pace che non può fare a meno della verità e della giustizia. Con questa consapevolezza Articolo 21 è da sempre tra i promotori della Marcia ideata 55 anni fa da Aldo Capitini. Per questo con tante amiche e amici saremo a Perugia da sabato 8 ottobre per partecipare, dalle 16, all’assemblea plenaria con studenti e insegnanti, e domenica 9 ottobre marceremo fino alla Rocca maggiore di Assisi dietro alla grande bandiera arcobaleno insieme a migliaia e migliaia di cittadine e cittadini che verranno da tutta Italia e da tanti altri paesi per quella che sarà ricordata come la più grande manifestazione per la pace degli ultimi tempi.

Saremo in marcia con le parole d’ordine degli organizzatori, la Tavola della pace e la Rete della pace e tutte le altre sigle che hanno contribuito a preparare questo appuntamento centrale per mandare al governo italiano, alle istituzioni europee e alla comunità internazionale un chiaro messaggio: proteggiamo le persone e abbattiamo i muri, mettiamo fine al conflitto in Siria e Iraq ma accogliendo le vittime e mettendo al primo posto sui tavoli diplomatici la giustizia e i diritti umani.

Ma, insieme alla Federazione Nazionale della Stampa, all’UsigRai, a Pressing NoBavaglio e a tutte le altre organizzazioni impegnate per la libertà di stampa, portiamo in marcia anche le nostre battaglie: l’attacco contro i cronisti, in Italia e nel mondo deve finire, il bavaglio alla libertà di espressione è ormai diventata un’emergenza di cui devono farsi carico Parlamento europeo e Nazioni Unite: perché una notizia bloccata è un minor diritto di essere informati per i cittadini, è un attacco alla vita democratica di un paese.

Non basta: bisogna fermare l’avanzata del linguaggio d’odio, delle parole e le immagini usate per ferire, offendere, la semplificazione che accomuna vittime e carnefici in nome di religione, razza, nazionalità, sesso. Un virus che alligna nei media ma anche tra tutti noi, sui social network come nel comportamento quotidiano, a scuola, sui luoghi di lavoro, nelle nostre case.
Per questo, insieme all’Associazione Carta di Roma, raccoglieremo lungo la Marcia le firme di cittadine e cittadini che vogliono aderire alla Carta di Roma per un uso delle parole rispettoso delle persone e all’appello “NoHateSpeech”, No al Linguaggio dell’Odio, un appello lanciato un anno fa proprio da Assisi.
Appuntamento a partire dalle 11.00 davanti alla Sala Stampa del Sacro Convento, e a Santa Maria degli Angeli, presso il gazebo del Comitato organizzatore della Marcia.

 

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Pubblicato da #PRESSing

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